Oh!.. caro Galileo tempo fa sono stato a casa tua  a Pian dei Giullari in quella collina di Arcetri a te tanto cara. Si proprio nel tuo “Gioiello” .Ero allora, nei primi anni ottanta del XX secolo, consigliere della Società Astronomica Italiana (SAIt.) con la presidenza del caro Professor Giuseppe Tagliaferri  e tenevamo i consigli direttivi della SAIt.  proprio al piano terreno del “Gioiello”. Sono più volte stato a visitare la loggia al primo piano che guardava verso il tuo bel vigneto, quella loggia che ti vide molto frequentemente ad osservare il Cielo con il tuo “cannone”, prima che perdesti definitivamente  la vista. Chissà che cieli scuri e bui avevi con le stelle luccicanti e con una splendida Via Lattea, al contrario del mio cielo che è lattiginoso ma in particolar modo sporco dalle luci cittadine e da inquinamenti di ogni genere, non da ultimi dagli  innumerevoli  aerei che scaricano residui lungo le loro rotte. Ora siamo nel 2015, e sei sicuramente stato riabilitato in tutto e per tutto , dopo tanto combattere , ora forse, tutto il genere umano è finalmente  copernicano. Sei lo scienziato più noto in Italia, della quale sei un grande onore. Non c’è toponomastica cittadina che si è dimenticata di te, una via, una piazza od un vicolo , ovunque si chiama Galileo Galilei (1564-1642) . Ma sai, Galileo , dopo tutte le vicissitudini che hai passato con le tue scoperte, tu  che  con il cannocchiale hai iniziato l’esplorazione dell’universo, e non ti puoi rendere conto a che punto di conoscenza è arrivato oggi  il genere umano circa l’evoluzione dell’universo e di tutti i suoi oggetti celesti. Dopo i tuoi quattro satelliti medicei , ora Giove ha addirittura più 60 satelliti, ma la scoperta dei tuoi quatto satelliti,  enunciata nel Sidereus Nuncius, resta impareggiabile .Una cosa su di te mi ha lasciato perplesso e quindi scontento , e riguarda la tre comete apparse nel 1618, sono d’accordo che sei stato  malato di artrite, ma quella scoperta il 25.9 novembre, la C/1618 W1,  è stata addirittura visibile di giorno ! E tu neppure quest’ultima hai visto, ma una sbirciatina fuori dalla finestra potevi darla, o no ! E pensare che il danese Cristiano Longomontano (1562-1647) , che fu assistente del grande Tycho Brahe, stima questa cometa con una coda di 104°, il 10 dicembre 1618, mentre il 12 il gesuita Orazio Grassi (1583-1654) la stima lunga 60°, questi considera le comete, giustamente, oggetti del cielo. Si, lo so, Mario Guiducci (1583-1646) ne ha parlato in  tua vece ,ma noi volevano sapere come mai , indisposizione a parte, tu non l’abbia veramente mai  vista. Forse, senza forse, è perché tu non la ritenevi un astro del cielo, ma Galileo qui hai preso una cantonata, ma non vedi , appaiono , si avvicinano si fanno vedere poi si allontanano e poi spariscono ! Ma, allora,  che possono essere ?. Ma dopo tutto quello che hai fatto, assolto ! Ora sulla collina di Arcetri dal 1872 c’è un Osservatorio Astronomico ed il Sole, che tu proiettavi su di un foglio, si osserva dal 1925 con la Torre Solare. Questa breve chiacchierata con te mi fa ricordare il tuo genio e che tu sei riuscito anche a godere di tutti i piaceri della vita. Sei e sarai sempre un mito. mio  caro Galileo !

URANIO

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