Tutte le scoperte stronomiche antiche e nuove sono interessanti, alcune sono veramente affascinanti. La scoperta di cui stiamo parlando è il risultato di una lodevole perseveranza. Nel 1877 è avvenuto uno dei massimi avvicinamenti di Marte al nostro pianeta Terra, infatti l’opposizione dei due pianeti  era previsto per il 5 settembre 1877. Data importante anche per le famose osservazioni marziane di Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910) effettate da Milano Brera. Il professor  Asaph Hall (1829-1907) astronomo dell’Osservatorio Astronomico di  Washinton, pensò di approfittare di questa favorevolissima circostanza per verificare i dintorni di Marte con il grande rifrattore di quel osservatorio di ben 66 centimetri di apertura che dal 1873 era il più grande rifrattore del mondo di allora. Molti osservatori erano già stati delusi nella speranza trovare  un satellite di Marte, non era una ragione sufficiente per rinunciare alla ricerca, considerando le particolare favorevole occasione che presentava  la meccanica celeste. Dalle prime sere del mese di agosto scrutò lo spazio circostante Marte con particolare cura, e per  non essere disturbato nell’osservazione dallo splendore di Marte stesso, si prese cura di far uscire il pianeta rosso dal campo del cannocchiale, in modo di poter cogliere la più leggera traccia di un eventuale  satellite. Le prime notti  furono faticose e sconcertanti , l’astronomo decise di sospendere la ricerca , quando la signora  Hall (grandi le donne !), che fungeva anche da segretaria di suo marito , insistette vivamente affinché  dedicasse ancora una sera alla caccia al satellite (!). Era l’11 agosto, Hall si mise all’equatoriale e tre ore più tardi credette di scorgere un piccolo punto luminoso che gli fece battere il cuore. Ma appena constata l’esistenza di questo primo satellite marziano, si alzo una folta nebbia dal fiume Potomac che lo obbligò ad interrompere l’osservazione. Il cielo rimase ostinatamente coperto durante le notti seguenti. Ma il 16 agosto arrivò il bel tempo e Hall si precipitò al cannocchiale, ritrovò il piccolo punto e non lo abbandonò più, lo seguì per due ore e constatò che si spostava nel cielo con Marte. Ora bisognava confermare che sfortunatamente non poteva essere un pianetino in orbita da quelle parti. Controllando le effemeridi  si trovò  che (52) Europa , scoperto il 4 febbraio 1858, era nelle vicinanze, ma una ulteriore verifica confermò che il piccolo punto luminoso era veramente un satellite marziano. La notte del 17 agosto fu particolar modo splendida, la mattina seguente  alle quattro vide spuntare  il punto luminoso. Di poi Hall  non tardò a notarne un secondo più piccolo e più vicino al pianeta. La notizia fu telegrafata ai principali astronomi del mondo, e la scoperta venne così confermata. Questi due oggetti hanno ricevuto dal loro scopritore i nomi di Deimos (il Terrore) e Phobos (la Fuga) in memoria dei due versi dell’Iliade di Omero . Quando Hall li scoprì  erano  rispettivamente Phobos di magnitudine visuale 11.3, mentre Deimos era di 12.4.

A completamento di questo ricordo storico non si può dimenticare due fantasiose affermazioni , ovvero che nel 1610 Giovanni Keplero (1571-1630) cercando di decifrare un anagramma di Galileo Galilei (1564-1642) su Saturno ipotizzò l’esistenza di due satelliti di Marte.Inoltre nei Viaggi di Gulliver ,scritti nel 1720 , lo scrittore  J. Swift , afferma che gli astronomi  di Laputa hanno scoperto due satelliti di Marte (!).

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