Antonio Stradivari (1644-1737), forse cremonese,  certamente liutaio di grande valore, per la costruzione dei suoi strumenti musicali ad arco , in particolar modo violini, si recava personalmente a scegliere il legno di Abete Rosso, Picea abies, nella riserva del bosco di Paneveggio (Trento) chiamata “Foresta dei Violini”. Questo legno di abete rosso doveva dare la più ampia garanzia di sonorità per la riuscita perfetta dei suoi violini, tuttora ricercatissimi e di grande pregio.

Stradivari fu molto fortunato, infatti visse in un periodo particolare  detto Piccola Era Glaciale.

Solo nel 1893 si cominciò a chiarire il fatto e fu ad opera dell’Astronomo inglese Edoardo Walter Maunder (1851-1928) che esaminò i documenti del Royal Greenwich Obsevatory. Egli scoprì che tra il 1645 ed il 1715 il Sole presentò una evidente mancanza di macchie. In suo onore, questo periodo del ciclo solare fu chiamato “minimo di Maunder”.

 Dopo il 1970 furono cancellati tutti i dubbi su quanto avvenuto: a seguito della misura della quantità dell’isotopo 14 del carbonio contenuto negli anelli di crescita degli alberi, fu  confermata la mancanza di attività solare in quel periodo per quanto riguarda la macchie.

  Ecco perché Stradivari fu fortunato: scelse gli alberi per costruire i suoi violini quando la mancata attività solare rendeva il legno di abete rosso, e non solo di quella specie, più compatto e quindi eccellente per il suono dei suoi violini, ancora oggi tanto celebrati.

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