La legge di Bode, Giovanni Bode ( 1747-1826), non è propriamente una legge , ma una curiosa relazione aritmetica tra le distanze dei pianeti del Sistema Solare.
Nel 1772 il giovane astronomo tedesco Bode pose l’ attenzione sulla relazione fra queste distanze, relazione che era stata prima ipotizzata da Giovanni Titius (1729-1796).
Prendiamo la serie dei numeri : 0, 3, 6, 12, 24, 48, 96, 192, 384 e a ciascuno aggiungiamo 4, così da avere . 4, 7, 10, 16, 28, 52, 100, 196, 388, 772.
Ora dividiamo per 10 ciascuno di essi e otteniamo : 0.4, 0.7, 1.0, 1.6, 2.8, 5.2, 10.0, 19.6, 38.8, 77.2. Ecco il risultato della legge di Bode.
Prendiamo la distanza media fra il Sole e la Terra come unità di misura, che è l’Unità Astronomica (con sigla internazionale di AU )
pari a 149.597.870,700 chilometri ( Pechino 2012) e scriviamo le distanze effettive media dei pianeti dal Sole, otterremo così: Mercurio 0.4, Venere 0.7, Terra 1.0, Marte 1.5, Giove 5.2, Saturno 9.5, Urano 19.2, Nettuno 30.1, Plutone 39.4.
Come si può osservare, le distanze effettive dei pianeti corrispondono, fino ad Urano, con buona approssimazione al valore delle distanze secondo la legge, non legge, di Bode , tranne che per un vuoto alla distanza 2.8, dove non sembrava esistere alcun pianeta.
Quando Bode enunciò questa successione di numeri elaborati, Urano (1781) non era ancora stato scoperto . La scoperta appunto di Urano fu una conferma pressoché perfetta dell’esattezza della sequenza di Bode. Il posto vuoto nella serie delle distanze sconcertò però gli astronomi del tempo. Tale legge di Bode era considerata più fondamentale dagli astronomi del XVIII secolo di quanto non lo sia adesso. 
Nel frattempo Giuseppe Piazzi ( 1746-1826) scoprì un piccolo pianeta, Cerere, posto quasi esattamente a quella distanza di 2.8. Aggiungiamo che Nettuno scoperto successivamente nel 1846 non rispetta la legge di Bode, così come Plutone scoperto solamente nel 1930 , declassato a pianeta nano.
A completamento della nota è giusto segnalare che anche il nostro astronomo Giuseppe Armellini (1887-1958) elaborò questa legge empirica con un risultato leggermente diverso nei numeri ,ma uguale nella sostanza.

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