Con queste parole, rammenta nella sua Storia dell’Astronomia, gli gnomoni, il nostro grande Giacomo Leopardi (1798-1837) riferendosi agli obelischi egiziani, infatti con il Sole diventano delle colossali meridiane, così da risultare affascinante chiamarli “Le dita del Sole”.
In Italia abbiamo un colossale obelisco in Piazza San Pietro a Roma, la quale ne possiede altri 12 obelischi (in tutto dovevano essere a suo tempo 17); allora ci soffermeremo su quest’ultimo.
A questo punto per avere dimestichezza con gli orientamenti voglio ricordare che il Duomo di Milano ha la facciata che guarda a ovest, quindi l’asse del Duomo è posta sulla linea est-ovest. 
Diversamente San Pietro in Roma ha la facciata che guarda ad est, e l’asse della Basilica Vaticana è posta anch’essa sulla linea est-ovest.
Appare perciò evidente, che le due chiese sono completamente orientate in senso contrario, una dall’altra. 
L’obelisco-gnomone posizionato al centro del colonnato di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) in Piazza San Pietro è di origine egiziana, del periodo del Faraone Nencoreo III del VII secolo a.C., era collocato ad Heliopolis in Egitto, fu portato a Roma nel 37 d.C. dall’imperatore Caligola (12-41) , è alto 25.36 metri ed è di granito rosso, ed è stato posizionato, dove si trova ora, nel 1586 con un duro lavoro, sotto Papa Sisto V (1520-1590), con la direzione dell’architetto Domenico Fontana (1543-1607).
Assunse l’aspetto di meridiana od orologio solare nel 1817, quando l’astronomo Filippo Luigi Gilii (1756-1821) disegnò sul pavimento della Piazza San Pietro la linea meridiana con dei cerchi in marmo che indicano gli equinozi ed i solstizi.
La linea meridiana , ovviamente segna il mezzogiorno vero di Piazza San Pietro, ma se prestate attenzione all’ombra proiettata dallo obelisco-gnomone potete sapere l’ora solare vera di Roma, considerando che a mezzogiorno l’ombra sarà proiettata verso nord, in pratica a 90° dall’asse della Cattedrale-Piazza.
Alla mattina l’ombra sarà diretta verso la facciata di San Pietro , mentre alla sera l’ombra dell’obelisco punterà verso via della Conciliazione , in questo caso, nei pressi del tramonto del Sole, sarà comunque di ostacolo, in parte, la Basilica stessa.
Ecco che diventano attuali le parole del Leopardi nel primo capitolo della sua Storia dell’Astronomia dove indica gli obelischi “Le Dita del Sole”.

URANIO

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