Ho sempre avuto una spiccata simpatia per l’astronomo danese Tycho Brahe (1546-1601), da sempre sono stato affascinato da questo mitico personaggio, l’ultimo astronomo che osservava senza telescopio, molto importante per la storia dell’astronomia. Ho allora voluto ricordare quattro date delle sue avventure astronomiche:

-21 agosto 1560: il tredicenne Tycho osserva un parziale eclisse di Sole che risveglia la sua già nata passione per l’Astronomia;

– agosto 1563: il sedicenne Tycho osserva Marte e la congiunzione di Giove e Saturno e rileva che le Tavole Alfonsine (tolemaiche) sono errate di circa un mese mentre la Tavole Prussiane (copernicane) di alcuni giorni;

– novembre 1572: appare un Stella Nova (SN) in Cassiopea, che rivaleggia per luminosità con Venere e sarà visibile per sedici mesi. Tycho deduce giustamente che i Cieli non sono immutabili;

– novembre 1577: appare una brillante cometa, visibile anche di giorno. Tycho determina che orbita oltre il satellite della Terra, la Luna: quindi le comete non sono esalazioni terrestri, ma veri e propri corpi celesti.

Poi i numerosi lavori di Tycho continueranno dall’isola di Hven,nel Oresund, dagli edifici-osservatori chiamati Uraniborg e Stjerneborg e da Praga dal Castello di Benatky.

 Il complessivo possente lavoro di Tycho Brahe permetterà all’allievo Giovanni Keplero (1571-1630) di scoprire le prime tre leggi del Cielo.

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